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Visita dermatologica

Visita dermatologica

Il dermatologo è lo specialista che si occupa non solo della pelle, ma anche degli annessi cutanei (capelli e unghie) e delle malattie sessualmente trasmissibili (venereologia).

Perché la visita dermatologica?

Visita dermatologica vuol dire:

  • Prevenzione dei tumori della pelle: è necessario sottoporsi ad una visita specialistica di controllo nei una volta all’anno, per scongiurare il rischio di melanoma e altri tumori della pelle
  • Diagnosi di malattie infiammatorie e tumorali della pelle: la dermatologia è una disciplina affascinante, sono circa 3000 le malattie che il dermatologo può diagnosticare e curare nel corso della sua pratica clinica
  • Terapia: ad ogni malattia la sua terapia. Esistono diverse terapie per ogni patologia, ed il dermatologo discuterà con il paziente le varie opzioni terapeutiche, consigliando quella più appropriata ed iniziando un percorso terapeutico mirato e personalizzato.

 

Come si svolge la visita dermatologica?
Nella prima fase della visita il dermatologo raccoglierà l’anamnesi, ossia chiederà al paziente tutte le informazioni utili sulla sua storia clinica (pregresse malattie, farmaci assunti, allergie), sullo stile di vita (alimentazione, attività lavorativa, abitudine al fumo) e sulla patologia attuale (modalità e tempo di insorgenza, sintomi).
Nella seconda fase della visita dermatologica il dermatologo procederà all’esame obiettivo, ovvero esaminerà con cura la pelle del paziente sia ad occhio nudo che con l’ausilio di una particolare lente chiamata dermatoscopio. Se necessario verranno utilizzati altri ausili diagnostici quali lampada di Wood, videodermatoscopia, esecuzione di tampone cutaneo ecc.
Al termine della visita, il dermatologo prescriverà una terapia ed eventuali ulteriori accertamenti, utili per la diagnosi e il monitoraggio della patologia riscontrata.

Quali sono le prestazioni erogate dallo Studio Dermatologico del dott. Rivetti?

Visita dermatologica

    • Visita tricologica
    • Terapia della calvizie, e gestione del periodo pre e post trapianto di capelli
    • Visita venereologica (malattie sessualmente trasmesse)
    • Diagnosi e terapia delle malattie infiammatorie della pelle
    • Diagnosi e terapia dei tumori cutanei melanocitari e non melanocitari
    • Videodermatoscopia o mappatura dei nei
    • Crioterapia
    • Curettage
    • Diatermocoagulazione
    • Prick test
    • Patch test
    • Biopsia cutanea
    • Terapia fotodinamica per il trattamento di tumori cutanei superficiali (cheratosi attiniche, carcinomi basocellulari superficiali, morbo di Bowen)
    • Terapia fotodinamica per acne
    • Terapia fotodinamica per fotoringiovanimento

 

Quali sono le principali patologie trattate nello Studio Dermatologico del dott. Rivetti?

Le malattie dermatologiche di più comune osservazione sono:

      • Calvizie, alopecia androgenetica e altre forme di alopecia
      • Malattie dei capelli e del cuoio capelluto
      • Perdita dei capelli
      • Controllo nei e mappatura nei
      • Acne
      • Rosacea
      • Cheratosi attiniche
      • Carcinomi basocellulari, carcinomi spinocellulari e altri tumori della pelle
      • Follow-up del melanoma
      • Cheratosi seborroiche
      • Angiomi
      • Verruche cutanee e genitali (condilomi)
      • Eczema disidrosico o disidrosi
      • Dermatite seborroica
      • Dermatite atopica
      • Dermatite irritativa
      • Dermatite allergica
      • Psoriasi
      • Pityriasis rosea di Gibert
      • Vitiligine
      • Orticaria
      • Malattie cutanee autoimmuni
      • Lichen planus
      • Onicomicosi e altre malattie delle unghie
      • Micosi cutanee (tinea, infezioni da candida, pityriasis versicolor ecc.)
      • Malattie cutanee infettive di origine batterica (intertrigine, erisipela, impetigine, piodermite ecc.)
      • Malattie cutanee infettive di origine virale (herpes simplex, herpes zoster, molluschi contagiosi ecc.)
      • Scabbia
      • Infestazione da pidocchi

Quali precauzioni sono necessarie prima di eseguire una visita dermatologica?

Per sottoporsi a questo tipo di visita non è necessaria alcuna preparazione. Il paziente è però invitato a portare in visione eventuali esami effettuati e l’elenco delle terapie assunte.

Mappatura nei

Il melanoma è un tumore maligno che ha origine dai melanociti, le cellule cutanee che sintetizzano la melanina, e può colpire sia la cute che, più raramente, le mucose. Può svilupparsi su cute sana o su un neo già esistente. In Italia rappresenta il secondo tumore più frequente nei maschi sotto i 50 anni ed il terzo tumore più frequente nelle femmine sotto i 50 anni.

 

 

Che cos’è la videodermatoscopia?

La videodermatoscopia, chiamata anche mappatura dei nei è un esame dermatologico non invasivo che permette di osservare i nei ad alto ingrandimento, di monitorarli nel tempo, e di identificare la presenza di nevi sospetti, consentendo quindi una diagnosi precoce del melanoma. La videodermatoscopia consente inoltre di diagnosticare precocemente gli atri tumori della pelle (carcinomi basocellulari, carcinomi spinocellulari ecc).

 

In cosa consiste la videodermatoscopia?

Durante la videodermatoscopia il dermatologo scatta delle foto di tutta la superficie cutanea del paziente. Queste permettono di “mappare” tutta la superficie corporea, e di avere un punto di partenza, con cui confrontarsi nei controlli successivi. Dopo aver scattato le foto si procede all’osservazione dei nei con una apposita lente, che permette di osservare ad alto ingrandimento i nei proiettati su uno schermo, e di salvare le immagini di eventuali nei sospetti e/o da monitorare nel tempo. Tutte le immagini vengono archiviate nella cartella personale del paziente.

Dopo aver osservato tutti i nei, il dermatologo rassicurerà il paziente e consiglierà con quale frequenza sia necessario ripetere questo esame oppure, in caso di nei sospetti, ne prescriverà l’asportazione chirurgica per esame istologico.

 

A chi è consigliata la videodermatoscopia?

È consigliata a tutti i pazienti che presentano fattori di rischio per melanoma: familiari di primo grado affetti, numero elevato di nei, presenza di nei clinicamente atipici, fototipo chiaro (capelli e occhi chiari), pregresse scottature solari, soprattutto nell’infanzia. È inoltre consigliata a chi ha già asportato un melanoma o altre neoplasie cutanee.

 

Quali precauzioni sono necessarie prima di eseguire la videodermatoscopia?

Per effettuare la mappatura dei nei la cute non deve essere abbronzata, inoltre è necessario rimuovere eventuale trucco, in quanto potrebbe mascherare nei o altre lesioni cutanee sospette.

Visita venerologica

Il dermatologo è lo specialista che si occupa non solo della pelle, ma
anche delle malattie sessualmente trasmissibili (malattie veneree).

Perché la visita venereologica?

Attraverso rapporti sessuali non protetti è
possibile contrarre una malattia sessualmente trasmissibile. Le più comuni e
conosciute sono i condilomi, l’herpes genitale, i molluschi contagiosi, la
sifilide, la gonorrea
.

Il dermatologo è lo specialista che si occupa
della prevenzione e della cura delle malattie sessualmente trasmissibili,
proprio perché queste si manifestano sulla nostra pelle.

Come si
svolge la visita venereologica?

Nella prima fase della visita il dermatologo
raccoglierà l’anamnesi, ossia chiederà al paziente tutte le informazioni
utili sulla sua storia clinica e sulla patologia attuale (modalità e tempo di
insorgenza, sintomi), nel massimo rispetto della privacy.

Nella seconda fase della visita venereologica
il dermatologo procederà all’esame obiettivo, ovvero esaminerà con cura
la pelle del paziente sia ad occhio nudo che con l’ausilio di una particolare
lente chiamata dermatoscopio. Se necessario verranno utilizzati altri ausili
diagnostici, quali il tampone genitale, per identificare con sicurezza
la malattia sospettata.  

Al termine della visita verrà prescritta una terapia
ed eventuali ulteriori accertamenti, ad es. esami del sangue (sierologie
virali
), utili per la diagnosi e il monitoraggio della patologia riscontrata.

 

Quali sono
le malattie sessualmente trasmissibili più comuni?

Le più comuni malattie sessualmente
trasmissibili
sono le seguenti:

      • condilomi (verruche genitali)
      • molluschi contagiosi
      • herpes genitale
      • candida genitale
      • gonorrea
      • sifilide
      • scabbia
      • infezione da Chlamydia
      • altre infezioni genitali (da Mycoplasma, Trichomonas ecc.)
      • linfogranuloma venereo

Quali
precauzioni sono necessarie prima di eseguire una visita venereologica?

Per
sottoporsi a questo tipo di visita non è necessaria alcuna preparazione. Il
paziente è però invitato a portare in visione eventuali esami effettuati
e l’elenco delle terapie assunte.

Biopsia cutanea

Che cos’è la biopsia cutanea?

La biopsia cutanea è una tecnica chirurgica che consiste nella rimozione di una lesione cutanea (o di una porzione di essa) a fini diagnostici o terapeutici.

 

In cosa consiste la biopsia cutanea?

La lesione cutanea viene prelevata per intero (biopsia escissionale) o in parte (biopsia incisionale) mediante una lama cilindrica di 3-6 mm di diametro denominata “punch”, previa anestesia locale. Dopo l’esecuzione della biopsia, la ferita viene generalmente suturata con 1-2 punti di sutura (il numero dei punti dipende dalle dimensioni della biopsia, e non è generalmente superiore ai 2).

Il frammento di pelle prelevato viene in seguito inviato all’anatomopatologo per eseguire l’esame istologico, che consentirà di avere una diagnosi della lesione prelevata. 

 

A cosa serve la biopsia cutanea?

La biopsia cutanea è utilizzata a fini diagnostici per avere informazioni istologiche nei casi in cui il quadro clinico è dubbio oppure a fini terapeutici per eliminare completamente lesioni cutanee di piccole dimensioni, che possono essere completamente asportate con un punch di 3-6 mm.

 

Quali precauzioni sono necessarie prima di eseguire una biopsia cutanea?

Non è necessaria alcuna preparazione alla procedura, salvo che per l’anestesia locale, che verrà eseguita in ambulatorio dal dermatologo. È necessario avvisare il dermatologo se si stanno assumendo anticoagulanti o antiaggreganti o in caso di allergie note ad anestetici locali.

 

È una procedura dolorosa?

Assolutamente no, l’anestesia locale permette di eseguire la biopsia cutanea senza che il paziente senta alcun dolore. La stessa anestesia, eseguita con aghi di piccolissimo calibro e da mani esperte, è una procedura indolore.

 

Come devo comportarmi dopo aver eseguito una biopsia cutanea?

È necessario tenere medicata la ferita fino a rimozione dei punti di sutura (che generalmente avverrà dopo circa 12 giorni, in relazione alla sede ed alle dimensioni della biopsia) attuando le norme igieniche e di disinfezione che vengono prescritte dal dermatologo.

 

Crioterapia

Che cos’è la crioterapia?

La crioterapia, che letteralmente significa “terapia del freddo” (dal greco kryos, che vuol dire freddo) è un trattamento assai efficace che consiste nell’utilizzo localizzato dell’azoto liquido, un gas capace di raggiungere i 196°C sotto lo zero. Applicato sulla pelle, l’azoto allo stato liquido è in grado di congelare istantaneamente la lesione da trattare.

 

In cosa consiste la crioterapia?

L’azoto liquido viene applicato sulla lesione mediante un apposito dispositivo spray che ne permette un rilascio controllato. Il rapido abbassamento della temperatura della lesione, oltre la soglia di congelamento, produce la distruzione selettiva delle lesioni trattate, risparmiando invece sensibilmente le cellule cutanee sane, più resistenti agli shock termici. Ne risulta la completa ma graduale e poco aggressiva risoluzione della lesione. È possibile ottimizzare l’applicazione dell’azoto e adattarla a ogni tipo di lesione e localizzazione. Le applicazioni durano pochi secondi e provocano una sensazione di bruciore, mitigata dall’anestesia dovuta all’abbassamento della temperatura.

 

Quali patologie si possono trattare con la crioterapia?

Le condizioni più frequentemente trattate con la crioterapia sono le seguenti:

·         Verruche volgari

·         Cheratosi attiniche

·         Fibromi penduli di piccole dimensioni

·         Cheratosi o verruche seborroiche

·         Condilomi della zona genitale e anale

·         Molluschi contagiosi

·         Granulomi anulari

·         Angiomi rubini

 

Quante sedute di crioterapia sono necessarie?

A seconda della natura, della dimensione nonché dello spessore e del numero delle lesioni da trattare possono essere necessarie una o più sedute di crioterapia.

 

Quali precauzioni sono necessarie prima di eseguire una seduta di crioterapia?

In preparazione alla crioterapia non è necessario effettuare analisi del sangue o assumere medicamenti. Tutte le terapie farmacologiche in corso non devono essere interrotte poiché non vi è nessuna interferenza con la crioterapia. Il trattamento è puramente locale. Non è generalmente necessaria un’anestesia locale.

È bene evitare di eseguire la crioterapia nel periodo estivo, soprattutto se si è in procinto di partire per le vacanze al mare, in quanto i raggi ultravioletti possono determinare una colorazione più chiara o più scura (discromia) dell’area trattata.

 

Come devo comportarmi dopo aver eseguito una seduta di crioterapia?

Al fine di evitare l’infezione dell’area cutanea trattata, è necessario eseguire medicazioni con una pomata antibiotica per circa 6 giorni, evitando di tenere a bagno la zona cutanea interessata ed evitando la sudorazione eccessiva (ad es. sport con sudorazione intensa).

Curettage

Che cos’è il curettage?

Il curettage è una procedura che consiste nella rimozione manuale di lesioni cutanee superficiali (ad es. i molluschi contagiosi, o la parte ipercheratosica di verruche volgari o di cheratosi attiniche) mediante un cucchiaino chirurgico dotato di un bordo circolare tagliente denominato “curette”.

 

In cosa consiste il curettage?

Le lesioni che più frequentemente vengono trattate mediante curettage in ambito dermatologico sono il mollusco contagioso e la verruca volgare. Entrambe sono lesioni cutanee conseguenti ad un’infezione virale, in particolare i molluschi contagiosi sono provocati da un Poxvirus e le verruche dallo Human Papilloma Virus.

Durante il curettage il dermatologo asporta con la curette tutte le lesioni, una per una, grattandole via dalla superficie cutanea.

 

E’ necessario effettuare una preparazione particolare al trattamento con curettage?

È solitamente consigliata l’applicazione domiciliare, circa un’ora prima del curettage, di un anestetico locale in pomata, medicandolo con fasciatura occlusiva (dopo aver spalmato la pomata anestetica sulla pelle, l’area interessata dev’essere coperta con un cerotto impermeabile), al fine di rendere completamente indolore la procedura.

Anche se si giunge dal dermatologo senza una certezza diagnostica (ad es. il pediatra sospetta la presenza di molluschi contagiosi ma non ne è certo) è una buona idea presentarsi alla visita dermatologica già con la pomata anestetica in posa, poiché questa procedura non ostacola comunque la diagnosi e permette di effettuare subito il trattamento.

 

Come devo comportarmi dopo aver eseguito una seduta di curettage?

Al fine di evitare l’infezione dell’area cutanea trattata, è necessario eseguire medicazioni con una pomata antibiotica per circa 6-7 giorni, evitando di tenere a bagno la zona cutanea interessata ed evitando la sudorazione eccessiva (ad es. sport con sudorazione intensa).

Diatermocoagulazione

Che cos’è la DTC?

La diatermocoagulazione (DTC) è un trattamento basato sull’uso della corrente alternata che, sfruttando il calore, distrugge il tessuto patologico (ablazione) e permette di coagulare i vasi (coagulazione).

 

In cosa consiste la DTC?

Il dermatologo utilizza un anestetico locale per anestetizzare mediante infiltrazione l’area da trattare. Successivamente procede all’eliminazione delle lesioni utilizzando un manipolo che concentra la corrente elettrica su un piccolo catodo che viene messo a contatto con la zona cutanea interessata. È una procedura assolutamente indolore, in quanto preceduta da anestesia locale. La stessa anestesia, se eseguita con aghi di piccolissime dimensioni e da mani esperte, risulta essere indolore.

 

Quali patologie si possono trattare con la DTC?

Le condizioni più frequentemente trattate con la DTC sono le seguenti:

·         angiomi rubini

·         fibromi penduli

·         condilomi ano-genitali

·         verruche virali

·         cheratosi seborroiche

·         cheratosi attiniche ipertrofiche

·         granulomi piogenici

 

E’ necessario effettuare una preparazione particolare al trattamento con DTC?

No, non è necessaria alcuna preparazione alla procedura, salvo che per l’anestesia locale, che verrà eseguita in ambulatorio dal dermatologo.

È necessario avvisare il dermatologo se si stanno assumendo anticoagulanti o antiaggreganti o in caso di allergie note ad anestetici locali.

È bene evitare di eseguire la DTC nel periodo estivo, soprattutto se si è in procinto di partire per le vacanze al mare, in quanto i raggi ultravioletti possono determinare una colorazione più chiara o più scura (discromia) dell’area cutanea trattata.

 

Come devo comportarmi dopo aver eseguito la DTC?

Al termine del trattamento esitano delle piccole ferite superficiali con successiva formazione di croste, che si staccano spontaneamente dopo circa 1-3 settimane. L’area trattata dev’essere medicata quotidianamente con una pomata antibiotica, per circa 7 giorni. È inoltre opportuno evitare di tenere a bagno la zona cutanea interessata ed evitare la sudorazione eccessiva (ad es. sport con sudorazione intensa).

Terapia fotodinamica

Da alcuni anni la terapia fotodinamica è utilizzata con successo per il trattamento di tumori superficiali della pelle (cheratosi attiniche, carcinomi basocellulari superficiali e morbo di Bowen), per le forme di acne infiammatoria, anche severe, poco responsive alle comuni terapie, e per il fotoringiovanimento, ossia per migliorare notevolmente le condizioni cutanee nei soggetti con invecchiamento dovuto alla luce solare (fotodanneggiamento).

 

Che cos’è la terapia fotodinamica?

Immaginate una sostanza innocua che se applicata sulla pelle venga incorporata solo dalle cellule “malate” e che diventi attiva, portando alla eliminazione di tali cellule, solo quando viene illuminata con una luce rossa. Questo è più o meno quello che avviene con la terapia fotodinamica. Con il pregio di essere non tossica, versatile e quasi indolore.

 

Come si svolge la terapia fotodinamica?

La terapia fotodinamica prevede l’utilizzo di una crema fotosensibilizzante applicata sulla pelle e lasciata in sede per un periodo variabile da 1 a 3 ore. Trascorso tale tempo, la crema viene rimossa e la zona viene irradiata con una lampada che emette una luce rossa in grado di innescare una reazione fotochimica che permette di eliminare selettivamente la lesione da trattare.

 

Quante sedute di terapia fotodinamica sono necessarie?

Nelle lesioni superficiali, come le cheratosi attiniche, è generalmente sufficiente una singola seduta. Per i tumori epiteliali di maggior spessore (carcinoma basocellulare, morbo di Bowen) si ricorre a sedute ripetute una volta alla settimana fino alla scomparsa della lesione. Nell’acne il numero di sedute dipende dall’estensione e dalla gravità delle lesioni, e si ricorre generalmente a sedute ripetute ogni 7-14 giorni fino ad una remissione del quadro clinico. Nel fotoringiovanimento già una singola seduta dà ottimi risultati, ma il trattamento può essere ripetuto successivamente secondo le necessità.

 

Quali sono i vantaggi della terapia fotodinamica rispetto alla altre terapie?

La tollerabilità e i vantaggi per il paziente in confronto alle altre terapie chirurgiche e non chirurgiche sono notevoli. La selettività per le cellule malate con risparmio del tessuto sano permette di avere una guarigione più rapida, di mantenere la funzione della cute, e di ottenere un risultato esteticamente molto più accettabile. Questi vantaggi sono particolarmente evidenti per le lesioni di ampie dimensioni o per lesioni multiple soprattutto al volto.

 

Quali precauzioni sono necessarie prima di eseguire la terapia fotodinamica?

Le controindicazioni alla terapia fotodinamica sono:

·         fotosensibilità

·         assunzione di farmaci fotosensibilizzanti

·         porfiria (rara malattia cutanea caratterizzata da una maggiore sensibilità della pelle al sole)

·         gravidanza e allattamento

 

Cosa succede dopo aver eseguito la terapia fotodinamica?

Immediatamente dopo il trattamento si avrà la comparsa di eritema (rossore) ed edema (gonfiore) della zona trattata, accompagnata da una sensazione di bruciore/dolore che varia da soggetto a soggetto. L’eritema e l’edema perdureranno nei giorni post-trattamento per un periodo variabile da 1 a 2 settimane, accompagnati da esfoliazione degli strati superficiali della pelle e formazione di croste, mentre il dolore scomparirà nel giorno successivo al trattamento, e potrà essere ben controllato dall’assunzione di tachipirina.

Tutti questi effetti, sebbene possano spaventare, sono da ritenersi assolutamente normali, e sono segno del buon funzionamento della terapia.

È di fondamentale importanza evitare l’esposizione diretta alla luce del sole per le 48 successive al trattamento, per via della possibile comparsa di fenomeni di fotosensibilizzazione. L’attività lavorativa potrà essere ripresa dopo circa 5 giorni dalla procedura.